PERIODO: Dal 29 ottobre al 7 novembre 2026
INDIRIZZO: Via Maroncelli 7, Milano
INAUGURAZIONE: Giovedì 29 ottobre, ore 18:00 – 20:00
APERTURE: mercoledì – sabato, 15:00 – 19:00

Lo spazio espositivo di Via Maroncelli, a Milano, accoglie il progetto “Connections” giunto alla nona edizione: una mostra collettiva che, in questo caso, riunisce quattro artisti contemporanei. Le opere esposte, pur esprimendosi attraverso linguaggi visivi diversi, propongono una riflessione sul ruolo dell’arte come mezzo di dialogo e incontro tra culture e visioni. Ogni artista accompagna il pubblico in un viaggio immersivo all’interno di universi creativi carichi di suggestioni e significati.
Tomas Lagunavicius è un artista multidisciplinare che utilizza tecniche miste e vive a Kaunas, in Lituania. La sua attività creativa, che abbraccia le arti visive e performative, risale al 2009. L’artista afferma che l’arte è la manifestazione della sua visione del mondo. Le sue opere catturano ed esprimono momenti della vita quotidiana, emozioni e una personalità dalle molteplici sfaccettature. I diversi mezzi espressivi consentono all’artista di dare voce a idee e percezioni diverse sulla vita. Tomas è inoltre membro di varie associazioni artistiche e ha partecipato a diverse mostre personali. Profondamente interessato alla filosofia e alla natura umana, nelle sue opere desidera cogliere ed esprimere momenti della vita quotidiana, emozioni differenti. L’uso di tecniche diverse gli permette di esprimere idee diverse e le svariate percezioni della vita si riflettono nelle sue opere. Sono opere eterogenee; ognuna di esse trasmette un’emozione, un’idea o un concetto specifico.
Mauro Martin nato a Pinerolo, dopo essersi diplomato al Liceo Artistico ha studiato architettura all’Università di Torino, dove si è laureato. Durante i suoi studi ha anche frequentato lo studio del famoso pittore surrealista di Torino, Raffaele Ponte Corvo, oltre a sviluppare un vivo interesse e coinvolgimento con i circoli artistici veneziani. Tra il 1975-1980 il suo lavoro si basava su una reinterpretazione strutturalista dell’arte del XV secolo. Mescolando questa prima esperienza con una concezione neo-metafisica dell’arte, è entrato nel “realismo magico”. Dal 1995, insieme alle opere figurative, produce anche dipinti informali o astratti e utilizza la fotografia dal 2006. Martin ha iniziato la sua carriera artistica nel 1977 con una mostra personale alla galleria San Vidal di Venezia; nel corso degli anni il suo lavoro è andato sempre più intensificandosi ed è molto apprezzato in Italia, Europa e negli U.S.A. Con la serie “L’acqua che vorrei” l’artista accompagna il visitatore in un viaggio che attraversa il realismo magico, il figurativo e l’astrazione. Fotografia e poesia visiva si fondono in opere sospese tra realtà e immaginazione, dove l’acqua diventa metafora di origine, rinascita e continua metamorfosi, mentre la luce, la composizione e il richiamo al mito conducono l’osservatore oltre il dato visibile, nel territorio dell’emozione e della contemplazione.
Fausto Trevisan nasce a Castelfranco Veneto. Da autodidatta comincia ad avere un rapporto diretto col mondo dell’arte in età adulta. Dopo le prime esperienze pittoriche surrealiste, comincia una ricerca sulle possibili combinazioni di diversi materiali e del loro utilizzo. Il percorso sperimentale intrapreso viaggia parallelamente con la conoscenza di ciò che il panorama artistico propone, senza mai perdere di vista l’eredità lasciata dai grandi maestri. Per questa occasione, l’artista propone l’installazione “260 SCHEGGE” opera installativa variabile composta dalla messa a terra in sedici metri quadrati della rivista ARTE. Sedici metri quadrati di arte contemporanea degli ultimi 23 anni di pubblicazioni raccolte dal lui stesso. “Ho cercato il dialogo con alcuni artisti incontrati nelle riviste e in ognuna sono intervenuto su due pagine con della pittura. In ogni rivista (consultabile) va cercato l’indice tra le prime pagine. Li si troveranno le indicazioni su come trovare le pagine del mio intervento e il titolo corrispondente, la <<SCHEGGIA>>”.
Claudio Verganti nasce a Cuvio e attualmente vive e lavora tra Milano, Ostuni e Buenos Aires. Fin da giovanissimo approccia la materia pittorica dapprima con pastelli a cera e, in seguito, con colori ad olio. La sua impronta stilistica è caratterizzata da una varia ed approfondita sperimentazione. Il corpus delle sue opere rappresenta un percorso graduale verso l’astrazione, ispirato all’informale e al più puro astrattismo novecentesco, culminando nei primi anni Duemila con l’abbandono progressivo della figurazione. Il colore perde consistenza plastica e assume forme geometriche bidimensionali, con tonalità che passano dal giallo al sabbia, mentre il tratto, nelle opere più recenti, si fa più dinamico e intrecciato, incidendo la materia per liberare un’energia vitale profonda.
L’esposizione apre al pubblico Giovedì 29 ottobre e sarà visitabile fino al prossimo 7 novembre. Gli orari di apertura sono i seguenti: dal mercoledì al sabato, dalle ore 15:00 alle ore 19:00. L’ingresso alla mostra è libero e gratuito. Indirizzo esposizione: via Maroncelli 7, Milano.
INDEPENDENT ARTISTS – VILLA BRENTANO
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