“FOSSILI CONTEMPORANEI”: L’ARTE CHIRURGICA DI GIANNI DEPAOLI, UNA MOSTRA ANTOLOGICA DAGLI INIZI ALLA PANDEMIA

PERIODO: Dal 19 aprile al 8 maggio 2021

SEDE ESPOSITIVA: Villa Brentano, via Magenta, 25 Busto Garolfo (MI)

ORARI: da Lunedì a Venerdì ore 15:00-19:00
Giovedì ore 10:00-12:00 / Venerdì ore 10:00-13:00

Gianni Depaoli artista materico autodidatta è nato il 04 marzo 1961. Vive e lavora a Candia Canavese in un ex magazzino frigorifero ribattezzato Museo Menotrenta. Dal 2007, mostre e installazioni sul degrado ambientale e umano, progetti itineranti sostenuti da musei e da Enti Istituzionali: Mare Nero Museo di Bergamo, Allarme Ambiente Museo di Scienze Genova, Rossomare GAM Genova, Biennale Italia-Cina, Biennale Venezia Padiglione Italia, Fondazione Piaggio, Ambasciata Monaco, Museo del Porto di Portofino opera site-specific, GAM Roma, numerosi Musei e Enti Istituzionali ospitano le sue opere. La nuova sperimentazione lo porta dal 2012 a utilizzare un materiale organico che nobilita trasformandolo in opere d’ arte, pelli e inchiostro di pesci e cefalopodi, che seleziona in Asia e Nord Europa dove ha fatto esperienza. Premiato in numerose manifestazioni tra le quali la Biennale di Asolo, GemLucArt Montecarlo, Museo di Scienze Torino. Dal 2020 in seguito a vicende subìte, torna a trattare con molta più forza e rabbia i temi che gli sono stati cari fin dagli esordi: i comportamenti scellerati dell’uomo ed il conseguente deterioramento ambientale e sociale, rappresentando ora anche le conseguenze sull’uomo. Nella sua incessante ricerca di materiali organici marini testimoni del tempo, ha scoperto “le schiuse di ovature” affascinanti agglomerati che evocano il senso della Vita, ora fanno parte delle nuove opere.

Ecosostenibilità e biodiversità, questi i principi su cui si fonda il lavoro di Gianni Depaoli. L’Artista, in definitiva, lancia un messaggio forte utilizzando il variegato e multiforme mondo dell’arte per mettere in evidenza e far riflettere, sul degrado ambientale attraverso mostre itineranti sostenute da musei e da enti istituzionali, in cui il mare e i suoi abitanti diventano protagonisti veri e puri, a loro torna la dignità e la vita.

Ed ecco che l’artista mediante l’uso di elementi apparentemente destinati a decomporsi, ci mostra come l’arte diventa il suo alleato strumento per racchiuderli e cristallizzarli mostrando il loro innegabile fascino che Depaoli ridona loro in maniera decisamente forte e lirica. Da qui nasce la realizzazione di opere e istallazioni che raccolgono significati diversi e assumono identità collegabili a vari contesti, ma sempre riconducibili al rispetto del mare restituendo anche allo scarto organico, ultimo anello della filiera produttiva, grande valore artistico e poetico.

A questa mostra, che vuole essere una sorta di mini-antologica, si aggiungono le ultime opere della serie “Siluette”, che nascono da una serie di riflessioni fatte durante la pandemia e raccontano ciò che Depaoli tratta da sempre: il degrado sociale nel quale viviamo ormai da anni che ha portato come diretta conseguenza un degrado ambientale e sanitario e una violenza sempre più incontrollata tra persone e in particolare sulle donne.

L’esposizione apre al pubblico Lunedì 19 aprile fino a Sabato 8 maggio 2021. Per visitare l’esposizione è necessario il passaggio dall’entrata principale della Biblioteca di Busto Garolfo, e seguirà gli orari della Biblioteca Comunale: da Lunedì a Venerdì ore 15:00-19:00, il Giovedì ore 10:00-12:00 e il Venerdì ore 10:00-13:00 presso Villa Brentano (piano terra), in via Magenta 25 a Busto Garolfo (MI).

L’ingresso contingentato avrà le seguenti modalità, come da disposizioni legislative Anti Covid:

  • i visitatori potranno avere accesso alla mostra solo se muniti di mascherina e guanti o se si igienizzano le mani con apposito gel, e se avranno la temperatura corporea inferiore a 37,5°;
  • l’accesso sarà consentito a massimo 3 persone per volta, e i minori dovranno essere accompagnati da un adulto. Rispettare sia all’interno che all’esterno la distanza sociale di almeno un metro.
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